Direi che è ora di iniziare un bel
countdown ufficiale per l’uscita di Twilight: secondo i miei calcoli siamo a
MENO 19 GIORNI! Ho contato bene?
Riguardo alla questione degli spoiler su Breaking Dawn nei commenti: so che molti di voi hanno già terminato la lettura, altri invece no. Diamo ancora due giorni di tempo a chi deve finire di leggere: niente spoiler né oggi né domani.
So che alcune persone hanno chiesto di estendere il divieto anche per tutta la prossima settimana, ma la faccenda sarebbe complicata. Continueremo a evitare gli spoiler qui negli articoli del blog, ma dopo lunedì non potremo più garantire l’assenza di spoiler nei commenti. Purtroppo un rischio c’è già ora, perché se qualcuno spoilera nei commenti, magari involontariamente, noi potremmo non accorgercene subito. Quindi leggete i commenti a vostro rischio e pericolo. E’ per questo che quando Breaking Dawn è uscito in inglese, molti siti americani hanno chiuso i commenti per diversi giorni… Noi abbiamo deciso di tenerli aperti, ma purtroppo non possiamo eliminare completamente il rischio. Però facciamo del nostro meglio per controllare tutti i commenti.
Per chi invece il libro lo ha letto, ancora due giorni di pazienza per favore!
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Intanto stamattina c’è da vedere un bellissimo video: Catherine Hardwicke ci accoglie in sala di montaggio, per farci vedere come vengono messe insieme le varie scene del film, e soprattutto come vengono associati immagini e musica: assistiamo alla registrazione della colonna sonora, in uno studio di Londra, alla presenza di Carter Burwell, il compositore. La Hardwicke spiega che nel film ci sono vari temi musicali: il “tema dei predatori”, quello di Edward, e poi ovviamente il tema che sentiamo quando Bella e Edward si innamorano, cioè Bella’s Lullaby.
Giada e Mary ci segnalano che sulla rivista Vanity Fair di questa settimana (in copertina Biagio Antonacci) c’è un’intervista a Kristen e Robert riguardo al film. Grazie Giada!
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Abbiamo ricevuto tantissime foto scattate a Roma, e stiamo lavorando per costruire una gallery dedicata all’evento. Grazie a tutti coloro che ci hanno inviato immagini e video, speriamo di poterne pubblicare il più possibile.
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Lo sapevate che Peter Facinelli stava per rifiutare Twilight? Meno male che poi ha cambiato idea: ci spiega tutto in un’intervista, di cui vi presentiamo la traduzione.
Come sei stato scelto per il ruolo di Carlisle Cullen?
Mi ha telefonato il mio agente, dicendo che c’era un film sui vampiri diretto da Catherine Hardwicke. La mia prima risposta è stata: “Non voglio fare un film sui vampiri”.
Cos’hai contro i vampiri?
Pensavo fossero una sciocchezza, sai? Tutti i vampiri che avevo visto erano solo sangue, budella e horror: più simili a film sugli zombie che alla mitologia originale dei vampiri. Quindi ho pensato che anche questo film dovesse essere così, perché per un certo periodo, dopo l’uscita di Intervista col vampiro, sono usciti tantissimi film simili, con sceneggiature orrende. Quindi avevo la brutta impressione che i film sui vampiri fossero roba del genere L’alba dei morti viventi.
Quindi stavi per rifiutare?
Sì, assolutamente. Ma mi piacevano i film di Catherine Hardwicke, quindi ero interessato abbastanza da dire: “Va bene, leggerò il libro”. Perché a quel punto non avevamo ancora una sceneggiatura. Quindi ho letto il libro in un solo giorno. Mi ha emozionato moltissimo, perché riproponeva le antiche storie di vampiri, con le metafore sessuali su quelle creature assetate di sangue ma bellissime. Leggendo il libro mi sono venute in mente immagini di quei vecchi film in bianco e nero. Era la storia di un amore proibito ambientata in questo mondo di vampiri… se ne poteva trarre un film divertente. Quindi ho fatto un provino per Catherine, e credo di essermela cavata bene. Ma a dire il vero, all’inizio non ho ottenuto la parte.
Davvero? Cos’è successo?
Mi sembrava di aver fatto un ottimo provino, e a Catherine ero piaciuto, ma c’era un altro attore che gli studios preferivano. Non voglio fare nomi, non voglio che lui si penta. Mi pare che dovesse girare altri film, o che ci siano stati problemi con il contratto, non so. Ma quando ho fatto il provino ho scoperto che Catherine è piena di passione ed energia, e volevo davvero lavorare con lei. Quindi, quando ho saputo che non ero stato scelto per la parte, mi è dispiaciuto molto. Poi un giorno in un negozio ho visto un libro che parlava di “50 anni di vampiri a Hollywood”: di nuovo quei vecchi fotogrammi di Bela Lugosi e il Dracula originale, la storia e il folclore. Quindi ho comprato il libro e l’ho spedito a Catherine con un biglietto in cui dicevo: “Mi dispiace che le cose siano finite male, ma ammiro molto il tuo lavoro. Spero che questo libro possa ispirarti”. Quando le hanno detto che quell’altro attore si era ritirato, Catherine ha preso in mano il libro e ha detto: “Che ne pensate di Peter Facinelli?” Dunque ripeto sempre questa battuta: ho comprato il mio ruolo in Twilight per 29 dollari e 99. Ed è valso fino all’ultimo centesimo.
E cosa pensi del personaggio di Carlisle? E’ una creatura strana, una figura paterna ma anche un vampiro vegetariano.
E’ una grande anima, sempre che i vampiri possano avere anime. Ha più di trecento anni, ma ne dimostra 26. Ho trovato facile immedesimarmi nel suo senso paterno, perché anch’io ho tre figli. Mi piace che Carlisle sia il patriarca della famiglia e che abbia salvato la vita a quelle persone anziché ucciderle. E’ una specie di anti-vampiro, pur essendo un vampito. Era una bella sfida per me. E all’inizio temevo di sembrare troppo giovane, perché i figli di Carlisle hanno vent’anni, e io solo dieci in più, quindi non potevo essere davvero un padre per loro, e sullo schermo sarebbe sembrato strano. Ma nel libro, sono i suoi figli adottivi, e lui è giovane. Ma è anche un dottore, quindi c’è in lui una saggezza che mi è sembrata interessante.
Interpreti spesso medici, vero?
Sì, in passato interpretavo spesso poliziotti, ma adesso sono passato ai dottori. Sarò un dottore nel mio prossimo telefilm, “Nurse Jackie” per il canale Showtime, quindi torno a indossare il camice. E’ un telefilm davvero particolare, diverso da Grey’s Anatomy ma anche da Scrubs. Ma questo dottore è l’esatto opposto di Carlisle Cullen. Una creatura completamente diversa. Appare deciso e sicuro di sé, ma in realtà ha molti problemi personali. Gli farebbe comodo qualche consiglio da Carlisle.
Come ti sei preparato per il ruolo di Carlisle? Hai provato a diventare vegetariano?
No, sai, è strano: ho iniziato a mangiare molta più carne del solito. Per tutto il tempo ho avuto voglia di carne rossa. Quindi su di me ha avuto l’effetto contrario, perché normalmente mangio meno carne. Mi sono concentrato sull’idea di essere il patriarca della famiglia. Ho cercato di assicurarmi che, pur sembrando giovane, ci fosse una distinzione netta tra me e i ragazzi. Il personaggio ha oltre trecento anni e fornisce alla storia molta saggezza, molta esperienza. Ho cercato di mostrare quella dignità e quella grazia. Ed è strano, perché ero abituato a essere l’attore più giovane sul set, mentre questo è stato uno dei primi film in cui ero uno tra i più vecchi. Cosa rara, evidentemente sto invecchiando. In un attimo mi sono ritrovato papà. Ma è stato molto bello lavorare con Kristen Stewart, Robert Pattinson e gli altri attori più giovani. Soprattutto gli esordienti, che hanno tanta energia e non sono ancora stanchi. Hanno una freschezza, una spontaneità particolare. E poi hanno iniziato tutti a chiamarmi Papà, il che era divertente.
Non ti ha spaventato?
No, ho figli quindi ci sono abituato.
Avevi sentito parlare della saga di Twilight prima di questo film?
No, ma ho letto il libro in un giorno solo, e non riuscivo a smettere. Non so quale sia il segreto di Stephenie Meyer, ipnotismo o chissà cosa, ma la maggior parte delle persone che conosco e che l’hanno letto non riuscivano a mettere giù il libro. Mia moglie [Jennie Garth, star di 90210] ha iniziato a leggerli quando mi hanno scritturato per la parte, e ora sta leggendo il quarto libro. Li ha letti uno dopo l’altro, restando sveglia fino alle due di notte. Continuava finché non le si chiudevano gli occhi.
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